In un mondo complicato, cosa preferiamo?

Mi ha sempre affascinato la mente umana, i suoi ragionamenti a volte razionali e a volte un po' meno e il fatto che ci sia della soggettività anche durante le scelte in ambito finanziario rende il mio lavoro ancora più stimolante poiché ogni tanto capita che debba indossare il camice da medico
Come avrete probabilmente intuito, oggi parliamo di finanza comportamentale.
Questa disciplina si contrappone alle teorie più classiche della finanza e introduce un certo grado di soggettività nella percezione del rischio che è frutto del proprio essere, della propria cultura, dell'esperienza e degli stati d'animo in cui viviamo.

La finanza comportamentale sostiene, infatti, che l'atteggiamento verso il rischio non sia definito a priori, ma si modifichi a seconda delle circostanze e delle emozioni; per la maggior parte degli uomini il rischio è legato alla sola probabilità di perdita ed è inversamente proporzionale al grado di comprensione delle attività finanziarie.
Un altro fattore che può influire positivamente è la fiducia nei confronti del consulente.
La percezione del rischio viene pertanto influenzata da una pluralità di fattori, quali la sfiducia nel sistema bancario, la probabilità di perdite elevate, l'alta volatilità dei rendimenti soprattutto in questo momento storico e la scarsa conoscenza dei prodotti e delle dinamiche economiche.


Secondo tale teoria, gli individui non ragionano allo stesso modo per tutti gli investimenti, ma sulla base della Piramide degli investimenti che vediamo rappresentata in figura.
Lo strato inferiore soddisfa i bisogni elementari quali la sicurezza e la solidità; lo strato intermedio quelli di accrescimento ovvero aspirazioni di guadagno sempre più ambiziose ed infine il vertice della piramide rappresenta i bisogni cosiddetti speculativi.
Ogni strato è separato e la ricchezza suddivisa in differenti budget a seconda delle differenti categorie di obiettivi, in netto contrasto con tutte le teorie di portafoglio per cui bisogna considerare il patrimonio nel suo complesso.

Nelle nostre scelte, quindi, non siamo sempre del tutto razionali per cui commettiamo errori cognitivi che ci portano ad una non sempre corretta comprensione dei fenomeni finanziari per cui a volte "ci facciamo prendere dal panico" e qui entrano in campo i consulenti finanziari, tutelando i clienti, spiegando le dinamiche economiche in corso, aumentando il grado di alfabetizzazione finanziaria in modo da non andare nel panico la prossima volta che si accede all'home banking solamente perché al telegiornale hanno dato notizia del nuovo ultimo scandalo finanziario.

Ricordati che la pianificazione che abbiamo fatto all'inizio va oltre il fenomeno del momento! E se non l'hai ancora fatta, cosa aspetti a contattarmi?

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